INTERVISTA AD ANTONIO AUTORE, L'UOMO PIU' DOLCE (E CROCCANTE) DEL SANNIO

Avete mai visitato un laboratorio di cioccolato artigianale?

Noi che abbiamo la fortuna di andarci spesso, per Pasqua abbiamo deciso di farvi un regalo portandovi a scoprire come nascono le deliziosissime uova che trovate in questo periodo in bottega.

Per poter raccontare meglio abbiamo pensato di assaggiare tutto, e senza timore dei sacrifici che il lavoro ci impone, siamo andati a scroccare cioccolato, ehm…, siamo andati ad INTERVISTARE Antonio Autore.

Nel suo laboratorio di San Marco dei Cavoti, Antonio e il suo staff producono cioccolato artigianale, non solo il tradizionale croccantino di San Marco, ma tante creazioni che gli stanno facendo meritare fama internazionale. I suoi prodotti sono sempre presenti presso la nostra bottega di Cerreto Sannita, siamo orgogliosi di poterci definire rivenditori AUTOREIZZATI.

Con il Maestro Autore, produciamo la crema spalmabile “Nocciola e Racioppella”, un omaggio al territorio che peraltro, come tutto il suo cioccolato, è certificata Gluten free.

Nonostante gli impegni Antonio ci ha gentilmente concesso questa intervista dedicata alla Pasqua e al cioccolato!!!

Buona lettura.

1.Il motto di Casa Autore è “Riscrivere la tradizione”. In che modo le tue uova di Pasqua riscrivono la tradizione?

Il concetto è che per noi tradizione significa croccantino. Quindi riscrivere la tradizione per quanto riguarda le uova vuol dire partire dall’uovo al croccantino che è un guscio con granella di nocciole, mandorle e caramello per passare a varianti che possono essere l’uovo al pistacchio, l’uovo al nocciolato e confezionamenti molto particolari.                                                 

      Gusci Autore        

         

 2. Come nasce in Casa Autore un nuovo prodotto? Rivelaci, se ti va, il processo di creazione di un prodotto come se lo dovesi inventare ora per noi.

Il prodotto nasce quasi sempre da mie curiosità; andando in giro tra eventi e fiere enogastronomiche l’immaginazione viene stimolata a concepire nuovi gusti.

Poi, insieme al team di cioccolatieri vengono organizzati dei campioni test dello stesso prodotto con delle percentuali diverse di frutta a guscio o di cioccolato. Si creano quindi varianti che vengono valutate da una commissione di tester che io definisco “amici o parenti del clan Autore”. In realtà sono persone caratterizzate da gusti e personalità diverse. Un prodotto “gira” sempre nel nostro piccolo ambiente prima di essere lanciato sul mercato.

 3. Il poeta Goethe fu uno dei primi a regalare scatole di cioccolatini alla donna amata perché voleva farle capire “quanto dolce fosse il suo amore per lei”. Per non farci andare in bianco, ci insegneresti a riconoscere un buon cioccolato?

 Per quanto riguarda l’aspetto visivo un buon cioccolato deve essere color mogano. Parliamo di cioccolato fondente, per me il cioccolato di qualità è il fondente, con una quantità di cacao superiore al 60%; da qui si inizia a parlare di qualità. In bocca il cioccolato deve innanzitutto avere una buona scioglievolezza; deve lasciare delle note aromatiche importanti e  gradevoli, che rimangano in bocca anche dopo averlo consumato.

Le note non devono essere vanigliate perché la vaniglia viene spesso utilizzata per coprire i difetti di fermentazione o di tostatura e occorre un buon equilibrio tra zucchero e cacao. Quel raschiamento nella gola che spesso si sente quando si mangia un cioccolato medio al latte, non è un buon segno. Il cioccolato al latte può essere un buon cioccolato quando lascia delle note aromatiche piacevoli e un gusto morbido ma non deve mai graffiare la gola.

 4. Perché un’azienda famosa per il croccantino, inizia a produrre creme spalmabili?

Uhmm….beh diciamo che per noi il croccantino è solo un punto di partenza per poi muoverci verso il mondo del cioccolato che a me piace molto.

Il croccantino lo abbiamo utilizzato un po’ come veicolo, perché è un prodotto potentissimo che anche nelle grandi manifestazioni e nel mercato in generale  del cioccolato si inserisce in una nicchia tra le tavolette e le praline, riuscendo a bucare  la concorrenza. Per me il croccantino è un  po’ come un “piede di porco”, noi entriamo con il croccantino e poi ci allarghiamo con altri prodotti. La crema spalmabile, ha colmato un po’ quel vuoto creatosi per la psicosi dell’olio di palma, aprendo il mercato alla piccole aziende. Nello stesso tempo però c’è è anche un rischio, perché quando si inserisce un nuovo prodotto in una determinata gamma l'investimento  è sempre importante. Noi ci siamo un po’ lanciati all’avventura creando una crema con la granella di croccantino, cioè una sorta di croccantino spalmabile, soprattutto nella versione fondente, (che secondo me è la migliore) è un vero e proprio croccantino spalmabile!

 5. I tuoi prodotti sono sempre confezionati con un packaging bello e funzionale. Infatti nel 2015, hai vinto anche il premio shopper del concorso Creative Packaging Design. In genere cosa vuoi che il packaging trasmetta al cliente?

In generale un packaging deve essere allegro e deve avere colori vivi perché deve suscitare un’emozione ancora prima di aprire il pacchetto.

Deve rendere unico il regalo. Chi lo riceve deve sentirsi contento già guardando la confezione. Il packaging deve far sentire unico non solo chi compra il regalo ma anche chi lo riceve. Chi lo riceve deve pensare “Tieni così tanto a me da regalarmi questo pacchetto così bello?!”. Poi quando si apre ovviamente deve essere tutto confermato dalla sostanza del prodotto, altrimenti comprato una volta, non viene comprato più.                                                                                                      

                           

6. Si racconta che Casanova e D’Annunzio apprezzassero le qualità afrodisiache del cioccolato tanto da consumarne prima di ogni incontro galante. Trovi che nel mondo moderno, ci sia ancora tempo per questi rituali?

Siiii, alla grande! Il cioccolato ancora oggi mantiene il suo fascino e piace trasversalmente a tutti anche se in realtà le  donne sono le acquirenti principali dei prodotti al cioccolato. Gli uomini lo mangiano pure, ma sono le donne che lo comprano. Infatti tutto il packaging, i colori, il concetto della sofisticatezza del prodotto è studiato per piacere alle donne, questo lo ammetto.

 7. Esporti i tuoi prodotti in giro per il mondo. Come è visto il Sannio all’estero?

Del Sannio in particolare non si sa tanto. Noi sulle confezioni scriviamo a caratteri cubitali “San Marco dei Cavoti”, con lo scopo di promuovere il territorio. Chi ci visita dall’estero rimane sorpreso, direi quindi che San Marco e in generale il Sannio sono visti molto bene una volta in loco, ma poco conosciuti. 

8. Ripercorrendo l’interessantissima storia del cioccolato, 1865 rappresenta una tappa fondamentale di questa storia. Paolo Caffarel fece qualcosa di rivoluzionario: aggiunse la nocciola e fece il giandujotto. Dieci anni dopo nel 1875, Henry Nestlé, che aveva creato il latte in polvere, inventò il cioccolato al latte. Successivamente Rudolf Lindt grazie al processo chiamato del conciaggio, si fece promotore della “scioglievolezza…irresistibile scioglievolezza”.Antonio Autore come rivoluzionerà il mondo del cioccolato?

 CON LA CROCCANTEZZA….SI, CON LA CROCCANTEZZA!!!!          

                                                                                 

Produzione delle uova al pistacchio di Bronte DOP....

                                                                                                                        

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